Dall’inizio dell’invasione nel 2022, l’Ucraina sta affrontando una crisi umanitaria senza precedenti. Oggi si contano circa 12,7 milioni di persone in stato di necessità, tra cui quasi 4 milioni di sfollati interni che hanno perso tutto. Nelle regioni di Sumy e Kharkiv, vicine alla linea del fronte, i continui bombardamenti hanno devastato le infrastrutture e messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale. La popolazione, stremata da quattro anni di conflitto e dai duri inverni, soffre non solo per la mancanza di cure fisiche e farmaci, ma anche per traumi psicologici profondi e spesso invisibili legati allo sfollamento e alla perdita dei propri cari.
Nato come intervento d’emergenza, il nostro impegno in Ucraina si è strutturato per garantire continuità assistenziale e supporto psicosociale, integrando la salute con la protezione dei più vulnerabili. Organizziamo sessioni di formazione sulla psicologia dell’emergenza per il personale locale e attività di supporto psicosociale (MHPSS) per aiutare sfollati e comunità ospitanti a elaborare i traumi della guerra. Inoltre, grazie a un meccanismo di emergenza, siamo in grado di effettuare consegne di materiali salvavita entro 72 ore nelle aree più colpite, seguendo gli standard internazionali OMS. Dall’inizio del conflitto abbiamo raggiunto oltre 120.000 persone.
Siamo a fianco di chi soffre, anche più vicino a noi.
-
Acquistiamo e distribuiamo farmaci essenziali, materiali sanitari consumabili e kit di emergenza per sopperire al collasso delle catene di approvvigionamento locali.
-
Abbiamo supportato 35 strutture sanitarie con attrezzature mediche e interventi di riabilitazione strutturale per permettere agli ospedali di continuare a funzionare sotto i bombardamenti.
Con il protrarsi delle ostilità, la sfida principale è garantire la resilienza del sistema sanitario locale. È necessario continuare a fornire farmaci salvavita e kit di emergenza, oltre a potenziare i servizi di salute mentale per migliaia di civili che vivono in zone di guerra.
Restare in Ucraina oggi significa non solo curare le ferite fisiche, ma offrire una presenza costante e solidale a chi ha visto la propria vita stravolta, assicurando che il diritto alla salute e alla protezione sia difeso anche sotto i bombardamenti.