In Costa d’Avorio, gli indicatori di mortalità materna e neonatale rimangono preoccupanti. La mortalità materna è di 480/100.000 nati vivi e sono circa 16 milioni i neonati che muoiono nel primo mese di vita. La metà già nel primo giorno. Le cause principali sono la prematurità (30,1%), l’asfissia (27,6%) e infezioni (20%). Un quadro drammatico che ha bisogno di sostegno e aiuto.
In linea con le priorità nazionali della Costa d’Avorio, contribuiamo a facilitare un accesso più equo ai servizi sanitari di qualità per le comunità più vulnerabili. Supportiamo 71 centri di salute di ispirazione confessionale, appartenenti alla rete URSSCI, con un appoggio tecnico. A 20 di questi, in collaborazione con l’Università del Sacro Cuore di Roma e l’Università di Padova, offriamo rafforzamento delle competenze gestionali e cliniche; promozione di meccanismi di coordinamento e integrazione con il sistema sanitario nazionale; fornitura di attrezzature sanitarie; miglioramento infrastrutturale e creazione di sistemi di riferimento.
In Costa d’Avorio ci impegniamo in un lavoro in rete, per dare risposte adeguate ai bisogni della popolazione.
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Sono state distribuite apparecchiature per ossigenoterapia e aspirazione, maschere e dispositivi per ventilazione, strumenti diagnostici e per il monitoraggio.
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Formare il personale locale e affiancarlo nella crescita di professionalità e competenze, è una priorità.
Per rendere possibile l’integrazione dei centri di salute di ispirazione confessionale, con il sistema sanitario locale, è necessario garantire standard tecnici e strutturali che spesso mancano in Costa d’Avorio. Come Cuamm diamo il nostro contributo per colmare queste lacune e arrivare, in modo capillare, a più persone possibili. Sono necessari tanto impegno e competenza.