Grande circa 2 volte e mezza l’Italia, il Mozambico conta 32 milioni di abitanti e un quadro sanitario che presenta ancora sfide molto grandi. Al 183° posto su 191 per Indice di sviluppo umano, presenta tassi di mortalità materna e infantile molto elevati e conta solo 0,09 medici ogni 1.000 persone. In Italia, i medici sono 3,95 ogni 1000. La Provincia di Sofala, e la città di Beira, registrano il più alto tasso di prevalenza di Hiv/Aids, del paese, specie negli adolescenti (13,2%).
Da oltre 20 anni, operiamo a Beira, capoluogo della provincia di Sofala, garantendo la presenza di medici nell’Ospedale centrale della città e portando avanti attività di sanità pubblica nei centri di salute del territorio circostante. Inoltre, siamo impegnati nella Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica, che ha contribuito ad avviare. Nel 2007 il primo grande risultato: la laurea dei primi 13 medici mozambicani formati fuori dalla capitale. Un fatto “storico” per il paese. Prima dell’apertura della Facoltà di Medicina a Beira, infatti, per diventare medico bisognava andare nella capitale Maputo, a oltre 1000 km di distanza. A Beira oltre a garantire l’insegnamento di alcune discipline, affianchiamo gli studenti nel loro tirocinio in ospedale e sosteniamo i meno abbienti con alcune borse di studio.
La formazione di nuovi medici in Mozambico
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Dal 2007 a settembre 2025, la Facoltà di Medicina dell’Università di Beira ha messo a disposizione del Paese 558 nuovi medici. 57 solo nell’ultimo anno.
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Formare personale sanitario locale è una delle leve fondamentali per garantire ai più fragili, come mamme e bambini, professionisti in grado di prendersi cura dei loro bisogni.
La borsa di studio, della durata di 6 anni, garantisce agli studenti che provengono dalle aree più lontane il vitto, l’alloggio, le spese di iscrizione all’Università e insieme, libri e materiale didattico. Non è solo una borsa di studio, ma è un sogno che si concretizza e diventa realtà per tanti giovani che non potrebbero permetterselo.