INTERVENTO CUAMM

Intervento sanitario di prossimità per i lavoratori stagionali in Puglia

Italia
Nelle emergenze

In Puglia, l’agricoltura attira ogni anno migliaia di lavoratori stranieri, molti dei quali richiedenti asilo provenienti dall’Africa sub-Sahariana. Oltre 6.000 persone vivono in insediamenti informali o “ghetti”, spesso isolati dai centri urbani e privi di servizi essenziali. In questi contesti, la marginalità è estrema: solo l’8% delle persone ha un medico di base e la stragrande maggioranza non ha documenti regolari o tessera sanitaria. Le precarie condizioni igieniche, l’esclusione sociale e il lavoro estenuante nei campi hanno un impatto drammatico sulla salute di questi lavoratori, spesso esposti a sfruttamento e caporalato.

Nato nel 2015, l’impegno del Cuamm in Puglia è un intervento di “medicina di prossimità” che porta le cure direttamente dove vivono i più vulnerabili, creando un ponte con il Servizio sanitario nazionale. Identifichiamo e curiamo patologie croniche come diabete e ipertensione, ma anche problematiche dermatologiche, gastroenteriche e dolori muscolari legati alle condizioni di vita e di lavoro. Supportiamo i pazienti nel superare barriere linguistiche e burocratiche, facilitando l’accesso ai servizi territoriali in collaborazione con le Asl e la Regione Puglia. A Bari, interveniamo anche nel campo rom di Japigia e con le persone senza fissa dimora, offrendo servizi di prevenzione e ascolto a chi è totalmente escluso dai circuiti di cura ufficiali.

 

Siamo impegnati negli insediamenti informali della Puglia.

  • Nelle emergenze
    Grazie a un un camper medicalizzato e a un team multidisciplinare (medici, infermieri, assistenti sociali) raggiungiamo gli insediamenti informali di Foggia (Casa Sankara, Arena), Nardò, Turi e Terlizzi.

Per garantire questo presidio sanitario costante è necessario sostenere i costi operativi delle unità mobili, l’acquisto di farmaci e strumentazione di base, e la presenza di personale qualificato e volontario. Garantire la prossimità sanitaria significa difendere il diritto alla salute e la dignità umana di chi lavora nelle nostre campagne, assicurando che nessuno venga lasciato indietro a causa della propria condizione giuridica o sociale.