INTERVENTO CUAMM

Adolescenti e giovani: prevenire e curare l’Hiv

Africa, Tanzania
Contro le malattie infettive Per la formazione in Africa

Nella Regione di Shinyanga, la lotta all’Hiv rappresenta una sfida ancora aperta: la prevalenza del virus tra gli adulti (5,9%) è superiore alla media nazionale, con una disparità di genere preoccupante che colpisce maggiormente le donne (7,2%). Nonostante gli sforzi, circa il 34% delle donne della regione non ha mai effettuato un test e solo una giovane su quattro ha una conoscenza corretta della malattia. In questo scenario, gli adolescenti e i giovani adulti (che rappresentano il 35% della popolazione locale) sono i più vulnerabili: spesso non sanno di essere positivi o, se lo sanno, temono lo stigma sociale e la discriminazione a scuola e in famiglia, arrivando ad abbandonare le cure.

Lavoriamo a Shinyanga per mettere i giovani al centro della risposta all’Hiv, agendo sia negli ospedali che direttamente nelle comunità e nelle scuole. Il nostro obiettivo è garantire diagnosi precoci e un’assistenza che sia rispettosa e vicina alle esigenze dei ragazzi. Portiamo i servizi di screening direttamente negli istituti secondari, superando le barriere della distanza e della paura. Grazie ad attività di sensibilizzazione coinvolgenti, riusciamo a trasformare il timore del test in una scelta consapevole.

 

 

 

A Tosamaganga, siamo impegnati nella cura delle malattie croniche.

  • Contro le malattie infettive
    Coinvolgiamo attivamente i giovani e la società civile in campagne di sensibilizzazione per smantellare i pregiudizi e favorire un ambiente inclusivo che non emargini chi vive con l'Hiv.
  • Per la formazione in Africa
    Promuoviamo l'aderenza al trattamento attraverso il supporto tra pari e la formazione del personale sanitario, affinché i servizi siano "a misura di giovane" e centrati sulla persona.

Per garantire un futuro libero dall’Hiv, è necessario continuare a investire nella medicina di prossimità e nella ricerca operativa. Supportare l’intervento significa assicurare la disponibilità di kit per i test, finanziare le attività delle unità mobili nelle scuole e garantire la formazione continua degli operatori sanitari nella gestione dei casi più delicati. Sostenere questo progetto significa trasformare la paura in conoscenza e garantire la possibilità di accedere a una diagnosi precoce e a una vita piena, libera dalla vergogna e dal pregiudizio.