Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), circa 800 donne ogni giorno muoiono per complicazioni legate alla gravidanza o al parto, di cui quasi il 99% nei Paesi in via di sviluppo, con oltre la metà dei casi nell’Africa sub-Sahariana. Il Mozambico ha uno dei tassi di mortalità materna e neonatale più alti al mondo, causati spesso da complicazioni nella gravidanza o ritardi nell’accedere a servizi di assistenza medica d’emergenza.
In questo contesto si inserisce il progetto UR-Beira, che abbiamo realizzato in collaborazione con la Regione Veneto e con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo, per offrire alla popolazione un sistema di riferimento tempestivo ed efficace in caso di emergenza. Otto operatori formati nella gestione delle emergenze lavorano 24 ore su 24 presso la centrale operativa per rispondere alle richieste provenienti da 17 centri sanitari e organizzare il trasferimento verso l’Ospedale centrale di Beira, evitando ritardi nell’intervento e possibili complicanze.
In Mozambico le ambulanze garantiscono servizi di emergenza medica
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In tre anni, dall’avvio dell’intervento, sono stati eseguiti 25.000 trasferimenti, di cui 6.600 emergenze materne e 4.000 emergenze neonatali.
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Abbiamo formato 36 operatori, tra autisti e infermieri, impiegati nel servizio disponibile 24h su 24, insieme a 8 operatori della centrale operativa, che smistano le chiamate e facilitano l’organizzazione del servizio.
Sostenere il servizio di riferimento a Beira è essenziale per dare risposte durante le emergenze, lì dove non è mai esistito un servizio simile al 118. E’ fondamentale garantire l’aggiornamento degli operatori e il carburante per le ambulanze, oltre che coprire i costi di manutenzione e gestione ordinaria.